Il tempo è qualcosa di incredibilmente sfuggente e allo stesso tempo così saldo e fermo nel lasciare le sue tracce: un volto o un luogo che cambiano nel corso degli anni ne sono testimonianza concreta.
Il tempo è anche un posto da abitare, dove poter custodire i ricordi del passato, vivere quelli più recenti e costruire quelli futuri.

MexiKid. Una famiglia on the road, Pedro Martín, Tunué
Il tempo può trascorrere lento durante un lungo viaggio in camper che ti condurrà a ripercorrere la storia della tua famiglia, proprio come accade a Peter in MexiKid. Una famiglia on the road, di Pedro Martín, graphic memoir edito da Tunué, nella traduzione di Laura Tenorini.
In un viaggio divertente ed emozionante tra Stati Uniti e Messico, Peter (o Pedro?), un bambino nato negli Stati Uniti, ma originario del Messico, avrà l’occasione di vivere e scoprire le sue origini e instaurare una relazione con Abuelito, un nonno apparentemente austero e severo, ma che in realtà ama profondamente la sua famiglia. Sarà l’occasione non solo per Pedro, ma per tutta la sua numerosa famiglia, di rivivere ricordi ed emozioni e crearne di nuovi.
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| MexiKid. Una famiglia on the road, Pedro Martín, Tunué |
Quando si è fisicamente lontani dalla propria storia familiare, i ricordi diventano una narrazione fondamentale per poter costruire la propria identità, comprendere cosa ci rappresenta e cosa abita in noi. Entrare in contatto con la cultura, gli affetti, la lingua, la storia e i ricordi nutre ciò che siamo e ciò che diventeremo, consentendoci non solo di venire a contatto con un tempo che è stato, ma di poter essere protagonisti/e attivi del tempo presente. In questo modo, arricchiamo i ricordi che potranno essere parte di un racconto personale, fondamentale per dare solidità alle radici da cui potranno svilupparsi le matrici sociali che si intrecciano alla nostra storia personale.
Un racconto delicato legato alla memoria familiare è quello fatto da Sydney Smith in Ti ricordi?, pubblicato in Italia da Orecchio Acerbo.
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| Sydney Smith, Ti ricordi?, Orecchio Acerbo. |
Un’atmosfera intima ci introduce nella camera da letto, dove un bambino e la sua mamma vicini nell’oscurità della notte si sussurrano ricordi gioiosi e divertenti, velati da una certa malinconia, inizialmente, sottolineata anche da una scelta cromatica dai toni scuri.
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Sydney Smith, Ti ricordi?, Orecchio Acerbo |
Ricordare è la possibilità di poter vivere un tempo che non c’è più, ma che sempre sarà, che ci permette di riabbracciare chi non è più con noi, che ci consente di capire e capirci un po’ di più. |
“Ti ricordi?” Due semplici parole che aprono momenti di condivisione, dando vita a una concatenazione di suoni, parole, emozioni che potrebbe non avere mai fine, se siamo fortunati e qualcuno continuerà a ricordarsi di noi.
E allora mi chiedo quanto sia difficile vivere senza nessuna memoria. Quanto ci si possa sentire smarriti e persi. Cerco di stringere a me ogni singolo ricordo per paura di perdermi in un tempo senza profumi, segni, immagini o colori familiari.
di Jessica Paolillo per ALTRƎTRAME , fotografie di Jessica Paolillo.
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