giovedì 22 ottobre 2026

Ricordare. Viaggiare nel tempo passato, presente e futuro.

Il tempo è qualcosa di incredibilmente sfuggente e allo stesso tempo così saldo e fermo nel lasciare le sue tracce: un volto o un luogo che cambiano nel corso degli anni ne sono testimonianza concreta.

Il tempo è anche un posto da abitare, dove poter custodire i ricordi del passato, vivere quelli più recenti e costruire quelli futuri.

MexiKid. Una famiglia on the road, Pedro Martín, Tunué

Il tempo può trascorrere lento durante un lungo viaggio in camper che ti condurrà a ripercorrere la storia della tua famiglia, proprio come accade a Peter in MexiKid. Una famiglia on the road, di Pedro Martín, graphic memoir edito da Tunué, nella traduzione di Laura Tenorini.

In un viaggio divertente ed emozionante tra Stati Uniti e Messico, Peter (o Pedro?), un bambino nato negli Stati Uniti, ma originario del Messico, avrà l’occasione di vivere e scoprire le sue origini e instaurare una relazione con Abuelito, un nonno apparentemente austero e severo, ma che in realtà ama profondamente la sua famiglia. Sarà l’occasione non solo per Pedro, ma per tutta la sua numerosa famiglia, di rivivere ricordi ed emozioni e crearne di nuovi.

MexiKid. Una famiglia on the road, Pedro Martín, Tunué
MexiKid. Una famiglia on the road, Pedro Martín, Tunué

Quando si è fisicamente lontani dalla propria storia familiare, i ricordi diventano una narrazione fondamentale per poter costruire la propria identità, comprendere cosa ci rappresenta e cosa abita in noi. Entrare in contatto con la cultura, gli affetti, la lingua, la storia e i ricordi nutre ciò che siamo e ciò che diventeremo, consentendoci non solo di venire a contatto con un tempo che è stato, ma di poter essere protagonisti/e attivi del tempo presente. In questo modo, arricchiamo i ricordi che potranno essere parte di un racconto personale, fondamentale per dare solidità alle radici da cui potranno svilupparsi le matrici sociali che si intrecciano alla nostra storia personale.

Un racconto delicato legato alla memoria familiare è quello fatto da Sydney Smith in Ti ricordi?, pubblicato in Italia da Orecchio Acerbo.

Sydney Smith, Ti ricordi?, Orecchio Acerbo.
Sydney Smith, Ti ricordi?, Orecchio Acerbo.

Un’atmosfera intima ci introduce nella camera da letto, dove un bambino e la sua mamma vicini nell’oscurità della notte si sussurrano ricordi gioiosi e divertenti, velati da una certa malinconia, inizialmente, sottolineata anche da una scelta cromatica dai toni scuri.



Sydney Smith, Ti ricordi?, Orecchio Acerbo
Sydney Smith, Ti ricordi?, Orecchio Acerbo



Ricordi preziosi prendono vita, ricchi di dettagli e in forte contrasto con l’oscurità notturna, si muovono vividi tra le pagine. Una mamma e un bambino parlano anche di un papà, che non sembra essere presente in questo nuovo contesto familiare. Una nuova città li ha accolti da pochi giorni (o forse ore) e il ricordo dell’arrivo è reale, fresco e materico nei pacchi ancora da aprire che occupano la stanza. La luce che accarezza i loro volti, una mamma che si addormenta, un figlio che la osserva: nuove memorie stanno prendendo vita e riecheggeranno nei sussurri di notti nuove, che forse non saranno sempre facili, ma che potranno riscaldare.

Ricordare è la possibilità di poter vivere un tempo che non c’è più, ma che sempre sarà, che ci permette di riabbracciare chi non è più con noi, che ci consente di capire e capirci un po’ di più.




Sydney Smith, Ti ricordi?, Orecchio Acerbo
Sydney Smith, Ti ricordi?, Orecchio Acerbo


“Ti ricordi?” Due semplici parole che aprono momenti di condivisione, dando vita a una concatenazione di suoni, parole, emozioni che potrebbe non avere mai fine, se siamo fortunati e qualcuno continuerà a ricordarsi di noi.

E allora mi chiedo quanto sia difficile vivere senza nessuna memoria. Quanto ci si possa sentire smarriti e persi. Cerco di stringere a me ogni singolo ricordo per paura di perdermi in un tempo senza profumi, segni, immagini o colori familiari.

di Jessica Paolillo per ALTRƎTRAME , fotografie di Jessica Paolillo.


Se vuoi, puoi leggere anche gli ultimi articoli scritti per ALTRƎTRAME da naida.maranzana Spirali imperfette e Barbara Tirelli Hugo Cabret e Le macchine di Munari: come provare a ingannare il tempo tra orologi e ingranaggi. Come avrai visto tutti gli articoli di ottobre sono dedicati al tempo .






0 Comments:

Posta un commento