| Villa Reale di Monza - Tutte le fotografie sono state realizzate da Jessica Paolillo |
Da ventinove anni Monza, grazie all’unione di diverse sinergie istituzionali e private, ospita la mostra Le Immagini delle Fantasia della Fondazione Štěpán Zavřel, curata da Silvia Paccassoni. Quest’anno dal 28 febbraio fino al 6 aprile 2026 il Belvedere di Villa Reale (Viale Brianza,1) ha dato spazio e luce al racconto della Natura: come viene vista, sentita e rappresentata da voci e colori diversi, regalandoci la possibilità di poterci immergere, non solo in luogo che è patrimonio artistico, ma in atmosfere e narrazioni che possono abitare anche noi.
La mostra incentrata sul tema Natura e Visioni è suddivisa in quattro categorie che possono aprire interessanti spunti di riflessione critica: Natura e Speranza, Natura e Infanzia, Natura e Arte, Natura e Scienza. Una sezione, come di consueto, è dedicata a Štěpán Zavřel: quest’anno è possibile vedere le illustrazioni de Il Pesce Magico e un’altra è dedicata alle allieve e allievi della Scuola internazionale d’illustrazione. Quando mi fermo a pensare a rappresentazioni artistiche che si uniscono in un dialogo con la Natura che stimolano in me profonde riflessioni penso a William Turner, ai Macchiaioli, a Joaquín Sorolla, ai Preraffaelliti, a William Morris, naturalmente agli Impressionisti… Va bene, va bene, mi fermo, è evidente che probabilmente penso tanto, forse troppo? Chissà, è un mistero che ancora non ho risolto. Torniamo all’esposizione, che è molto più interessante ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Nel catalogo di quest’anno, nel contributo introduttivo firmato dalla Fondazione Štěpán Zavřel ho letto che Paul Klee parlando della relazione tra Natura e arte disse “Il dialogo con la natura resta, per l’artista, conditio sine qua non. L’artista è uomo, lui stesso è natura, un frammento di natura nel dominio della natura” ![]() ![]() Uomo e natura non sono quindi divisibili, l’uomo è parte integrante di essa, inscindibili perché parte di un unico intero, che l’artista rende visibile attraverso la propria arte. Ed è questo che si legge attraversando le sale, sostando a guardare dettagli minuziosi e prendendosi il tempo di sfogliare gli albi dove possibile. Proprio leggendo un albo ti accorgi che tra le tue mani hai un regalo prezioso: stai entrando in punta di piedi in un universo del quale sei parte anche tu, ma che a volte tralasci preso/a da una visione esclusivamente antropocentrica. Alla fine della mostra ognuno è chiamato ad esprimere la propria preferenza per l’illustrazione che più ha amato attraverso una votazione anonima. Io ti svelo i /le miei/e autori/ci preferiti/e, uno per area tematica (confesso che ho fatto molta fatica a limitarmi): Natura e Speranza: Joanna Concejo (con Il sasso più bello, Gilles Baum, illustrazioni Joanna Concejo, Topipittori). Perché? Per la poetica illustrativa che la contraddistingue Natura e Infanzia: Silvia Molteni (Il rospo e altre storie di Hans Christian Andersen, Valentina Pellizzoni e illustrazioni di Silvia Molteni, Topipittori). Perché? Per la ricercatezza e lo studio dell’invisibile. Natura e Arte: Chen Wang (Tra il mare Adriatico). Perché? Per la matericità delle illustrazioni: che avvolgono e non lasciano indifferenti. Natura e Scienza: Rossana Bossù (Il giardino delle meduse di Paola Vitale e illustrazioni di Rossana Bossù, Camelozampa). Perché? Per la capacità di ricreare la poesia degli abissi marini. E tu hai dei/delle preferiti/e? ![]() ![]() L’ospite d’onore quest’anno è Jesús Cisneros, artista pluripremiato spagnolo, che rapisce per la varietà rappresentativa e per l’uso del colore. Se da una parte la Natura viene rappresentata con estrema delicatezza, con un tratto fine che fa trasparire la resa della perfezione imperfetta, unica, della Natura dove i colori si sovrappongono su sfondi stratificati, dall’altra nella rappresentazioni di Orfeo Lunar (progetto personale) e The Tempest (interpretazione dell’opera di Shakespeare) le rappresentazioni dell’umano entrano in quella commistione che richiama in un certo senso ciò che Klee sosteneva, poiché natura e uomo divengono tutt’uno: animale e umano si fondono dando vita a personaggi fiabeschi che ti trascinano in un mondo dove non esistono gerarchie, ma coesistiamo nel rispetto e nell’unione. Elisabetta Garilli, nel catalogo della mostra, afferma che “Le illustrazioni di Jesús Cisneros sono un crescendo che porta con sé la ricerca di dinamiche all’interno del suono, continue espressioni di un presente, di un adesso, un “sono qui”, che dice, nel respiro: incontrami” Non potrei essere più d’accordo, Cisneros ci rende partecipi attraverso le sue rappresentazioni di una visione intima del suo essere parte della Natura nella quale puoi sentire il vento che soffia e puoi accarezzare la fragilità umana. ![]() ![]() ![]() In una intervista rilasciata a Shhhbooks (piattaforma indipendente nata nel 2020 che promuove l’illustrazione contemporanea) dal titolo: Chat with the Artist – Jesús Cisneros Cisneros alla domanda: “How do you usually keep yourself inspired?” risponde: “I think that continuous learning is very important and I try to be receptive to as many art forms as possible: literature, music, painting, cinema. Folk art always dazzles and delights me: masks, textiles, ceramics… I love the wisdom with which this art uses form and color and it is also an influence on me. I am also attracted to the natural world, plants, animals and in my sketchbooks these elements of nature are always present although transformed by my imagination. A simple walk can also be very inspiring. I think of drawing as a way to keep my curiosity about the world alive and, in this sense, many things inspire me: a face, a building, a tree leaf, a tale” Questa commistione tra arti così diverse è evidente nella stratificazione del colore, nelle texture e nella loro resa nei suoi lavori. Un cammino dove natura, memoria, tradizione e immaginazione si uniscono regalando a chi le guarda poesie fatte di immagini. Quattro albi che ti consiglio per conoscere di più la sua opera sono: Il Respiro del Vento (2013), di Alfredo Stoppa, illustrazioni Jesús Cisneros, Padova: Kite Edizioni L’isola dei granchi violinisti (2009), di Xavier Queipo, illustrazioni Jesús Cisneros, Modena: Logos Edizioni Uscendo dalla mostra non ho smesso di pensare. Brutto difetto. Le nuove suggestioni hanno ulteriormente alimentato un pensiero critico verso la relazione uomo e Natura . Mi sono vista a riflettere su come spesso ci sentiamo in diritto di esercitare una supremazia che non ci è dovuta, allontanando l’infanzia dalla sua natura e dalla natura, per poi vivere da adulti in una dimensione egocentrica e individualista, che danneggia non solo l’equilibrio personale, ma il mondo che erroneamente pensiamo sia di nostra esclusiva proprietà. Jessica Paolillo per ALTRƎTRAME . Approfondisci: Se ti interessa approfondire ulteriormente ti suggerisco: The art of Jesús Cisneros. Illustrating from memory (2024) di Miguel Angel Perez Arteaga, Hoaki. (disponibile anche in spagnolo) Leggi i nostri ultimi articoli: Due volte dentro lo sguardo. La mostra di Pia Valentinis a Villa Dora di naida Naida Maranzana. Quanto sei cresciuta! di Francesca Aldrighi . Dai tòpoi ai tropes: le storie in periferia alla ricerca di una nuova narrazione di Barbara Tirelli . |


















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