L’adolescenza, è per definizione un periodo liminale, di trasformazioni, incertezze e ricerca, un periodo in cui è concesso, doveroso, faticoso e contemporaneamente meraviglioso, a tratti intrigante, giocare, scoprire, definire e ridefinire la propria identità. All’interno di questa ricerca, le relazioni giocano un ruolo fondamentale: relazioni con le figure di riferimento, relazioni con i pari, relazioni amorose e relazioni sessuali. Distinguo tra relazioni amorose e relazioni sessuali perché non necessariamente, a mio avviso, le due sono legate. L’amore non è necessariamente intimità sessuale e l’intimità sessuale non implica necessariamente la presenza di un sentimento d’amore, che può emergere in seguito oppure no. Se tra i diritti fondamentali di una persona nell’arco della sua vita c’è il diritto di determinarsi, in età adolescenziale, questo diritto risulta primario e prioritario, in ambito identitario come in ambito amoroso e sessuale. Il diritto di diventare e di essere se stessi e se stesse , il diritto al piacere, il diritto ad esplorare la propria sessualità e il proprio corpo, al di là di ogni convenzione.
Frequentemente mi interrogo su quanto i ragazzi e le ragazze siano liberi di esplorare i propri sentimenti e la propria sessualità. Sicuramente a livello sociale vi è una maggiore libertà nel parlare di sessualità, corpo, piacere, ma è davvero così? I ragazzi e la ragazze hanno davvero accesso a tutte le informazioni di cui hanno bisogno per comprendere che i loro desideri sono legittimi? Per capire che il sesso e il piacere non sono solo in coppia e che anche quando questo accade non implicano per forza una penetrazione? Quanto le informazioni da cui siamo circondati si riducono a descrivere il sesso come un rapporto tra uomo e donna e come un rapporto che vede la penetrazione come apice del rapporto stesso? In un susseguirsi di informazioni che sottovalutano, nascondono o ignorano quanto invece il sesso e il piacere siano un argomento pluri prospettico, complesso e sfaccettato. Quanto alle ragazze viene imposto di soddisfare il piacere altrui, senza cercare il proprio o mettendo il proprio in secondo piano? Quanto viene chiesto loro di essere aderenti alle normative e alle aspettative sociali anche in un argomento dove solo a parole ci mostriamo tutti enormemente emancipati?
Oggi vorrei raccontarti due libri dove la voce femminile si sente forte e chiara, dove la ricerca dell’identità si mescola con la ricerca della propria sessualità e della propria dimensione all’interno di una relazione sessuale e amorosa.
Susie Morgenstern, Toccami, Faros edizioni
Il primo libro di cui ti parlo si intitola “Toccami” di Susie Morgenstern traduzione di Flavio Sorrentino, casa editrice Faros, collana Teen Spirit, una collana che sto amando davvero molto per le sue figure femminili e per la voce adolescenziale così forte e chiara all’interno delle narrazioni.
“Mi tolgo la camicia da notte e mi infilo nuda sotto il piumone. La mia immaginazione parte. Sono circondata da braccia, gambe, mani che corrono sulla mia pelle, dita che accarezzano i miei capelli bianchi. Mi piacerebbe essere una terapeuta sessuale che aiuta i timidi, gli handicappati, i bloccati. Mi vedo risvegliare in loro sensazioni che li trasportano in un giardino dell’eden dove tutti ballano nudi.
E mi addormento”.
In questa storia Rose la protagonista, racconta il suo desiderio di essere toccata, accarezzata, baciata, scoperta, e quanto sia difficile per lei questa attesa dal momento che non solo è un ‘adolescente in un corpo che cambia, abitato da desideri, ma è anche una ragazza albina. Questa sua caratteristica la allontana dagli altri, soprattutto dall’universo maschile, che lei invece sente in modo intenso e penetrante il desiderio di scoprire. La voce narrante di Rose è una voce che conquista: ironica, accattivante, maliziosa, profonda, riflessiva, senza mai prendersi eccessivamente sul serio. La narrazione corre su due binari: da un lato la vita di Rose, la sua famiglia e i suoi amici che l’adorano, la scuola e i compagni, rapporti a tratti difficili e complessi, il suo incontro con Augustin, un compagno di classe chiuso e riservato, e l’ immaginaria vita sessuale di Rose che viaggia insieme alla scoperta della sua sessualità e del suo corpo da adolescente. Ad un tratto questi due mondi separati iniziano a convergere in un’unica dimensione nella quale il desiderio di Rose sembra poter trovare finalmente il suo compimento.
“Una vita non si riduce ai suoi difetti.”
Camille Emmanuelle, Il gusto del bacio, Faros edizioniIl secondo romanzo di cui voglio parlarti si intitola “Il gusto del bacio” scritto da Camille Emmanuelle traduzione di Flavio Sorrentino, sempre pubblicato dalla casa editrice Faros nella collana Teen Spirit.
“ Trovare un posto dove sedersi senza essere vista da nessuno. Laggiù, in quel punto il marciapiede è in ombra, posso nascondermi. Mi ranicchio come un animale ferito. Ho così freddo”
Il romanzo ci racconta la storia dell’adolescente Aurore che a pochi giorni dal rientro a scuola ha un incidente con la bicicletta che le fa perdere il gusto e l’olfatto. Aurore non sente più odori e sapori, ma non è solo il rapporto con il cibo ad entrare in crisi, é anche il rapporto con il suo corpo, del quale non si fida più, non ne sente più gli odori e questo aspetto, unito alla preoccupazione e all’incertezza, la rende estremamente vulnerabile anche nel rapporto con gli altri. Attratta da un ragazzo della scuola, privata di due sensi su cinque, desiderosa di scoprire l’amore e la vita sessuale, Aurore si trova a vivere una situazione difficile. Le cose sembrano cambiare quando questo ragazzo la invita ad una festa, ma Aurore si ritrova a vivere un’esperienza che non è pronta ad affrontare e di cui poi dovrà affrontare l’umiliazione. Sarà proprio questa esperienza, fonte di rabbia e di dolore, unita alle conseguenze del suo incidente che la porteranno, in compagnia della sua incrollabile migliore amica Bintou, a cercare una nuova strada per ridefinire il rapporto con se stessa, con il proprio corpo e con gli altri.
“Dobbiamo smetterla con questa assurdità della verginità. Ci fa credere che il sesso sia necessariamente penetrazione, che sia necessariamente un pisello nella vagina. Sai, non è cosí. Ci sono molte cose fantastiche. Credimi...é come la parola “preliminari”. Cosa vuol dire? Che quello che conta è la penetrazione? E che quello che viene prima è un dovere: due o tre minuti e poi ci si mette al lavoro vero? E’ una cazzata. Tutto è sesso. I baci, gli abbracci, i seni accarezzati, i cunnilingus, i pompini, tutto!”
Due romanzi che affrontano il rapporto con il corpo e la sessualità attraverso una voce adolescenziale viva, intensa e credibile. Dove si sentono pulsare e vibrare i desideri di un’ adolescente alla ricerca di sé e della propria sessualità, libera e autodeterminata.
A cura di Naida Maranzana per ALTRƎTRAME
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