| Ciccì Coccò fotografie di Enzo Arnone e testi di Bruno Munari, edito da Corraini Edizioni |
Le fotografie in bianco e nero mi hanno sempre affascinato: sanno raccontare il colore e le sfumature delle vite rappresentate in un’atmosfera che sembra essersi fermata in quel tempo. Stasi solo apparente per me: la fotografia e le vite in essa contenuta vivono prima nello sguardo del fotografo e poi di chi le guarda: dando loro nuovi possibili vie narrative, nuovi possibili dialoghi che potrebbero non esaurirsi mai nella loro unicità.
Ed è per questo motivo che ti propongo un albo fotografico che ancor oggi possiamo considerare fondamento della letteratura per l’infanzia.
Ciccì Coccò fotografie di Enzo Arnone e testi di Bruno Munari, edito da Corraini Edizioni è un albo trilingue (italiano, francese e inglese) che attraverso gli scatti di Arnone - artista italiano che investiga la realtà attraverso differenti forme d’arte e il potere delle immagini- ci regala una visione dell’infanzia catturata tra gli anni ’70 e ’80 in Gran Bretagna.
Un albo questo che sa parlare ancora oggi con estrema chiarezza e potenza dell’essere fanciullo: scene di vita quotidiana tra indagine e scoperta, gioco e apprendimento si alternano tra testo e fotografia a tutta pagina.
Gli spazi distribuiti tra parola e immagine ci danno possibilità di respiro, di fermarci e godere di entrambe per separato, senza comprometterne l’unione indissolubile. Il lettore è indipendente può scegliere da dove iniziare a perdersi tra le pagine, cosa leggere senza un ordine prestabilito.
Fotografia e testo si compenetrano in una narrazione articolata pur rimanendo di semplice lettura, ed è proprio in questa suo rimanere leggibile che la complessità dell’infanzia si fa chiara, giungendo a lettori di qualsiasi età.
| Ciccì Coccò fotografie di Enzo Arnone e testi di Bruno Munari, edito da Corraini Edizioni |
Il quotidiano è poesia che giunge fino a noi attraverso uno sguardo specifico di due autori (termine probabilmente un po’ stretto per raccontare Munari e Arnone) che sanno guardare l’infanzia e l’essere bambino, sanno coglierne l’irriverenza, l’ironia e la spensieratezza; catapultando il lettore in una dimensione altra dove l’io bambino si riconosce e si ritrova a correre tra il vento, sull’altalena a dondolarsi in due o a sfidare una mucca: perché si sa che il coraggio che abbiamo da bambini, difficilmente lo riavremo da adulti.
Bambine così coraggiose da accettare un biscotto persino dal lupo.
Bambini e bambine così libere da godere della loro nudità.
Bambini che scalano montagne.
Bambini e bambine che sanno meravigliarsi ancora, che osservano e che ci consentono di spiare e di entrare, attraverso questo albo, in punta di piedi nel loro mondo.
| Ciccì Coccò fotografie di Enzo Arnone e testi di Bruno Munari, edito da Corraini Edizioni |
Guardare il loro camminare e seguire i loro passi senza influenza alcuna, almeno apparentemente.
Qui i bambini e le bambine possono ritrovarsi in un mondo dove l’adulto c’è, è presente, ma sembra solo accompagnare i loro andare privo di giudizio alcuno, la libertà dell’essere bambino/a può essere respirata a pieni polmoni da adulti e piccoli.
Educare il nostro sguardo all’infanzia attraverso la poesia e la fotografia, è una via percorribile.
Osserviamola nella nostra routine, imparando a rispettarla e amarla come è dovuto.
| Ciccì Coccò fotografie di Enzo Arnone e testi di Bruno Munari, edito da Corraini Edizioni |
Di Jessica Paolillo per ALTRƎTRAME
Curiosità:
Il passato aprile 2026 allo Spazio Lavì di Bologna è stata ospitata una mostra curata da Thomas Ronchetti dedicata a Arnone: Ciccì Coccò. Dove sono state esposte le fotografie che compongono la pubblicazione.
Se ti stai chiedendo perché scelse proprio l’Inghilterra, ho letto un interessante articolo su Artribune, dedicato alla mostra, dove si riportano le parole del fotografo e si percepisce una vera e propria passione per l’Inghilterra:
“Avevo un’ammirazione infinita per l’Inghilterra, data da Alice nel paese delle meraviglie” dice Arnone. Aveva anche una moglie inglese. Qui e là si riconoscono gli stessi bambini, i figli e i loro amici “solo milanesi e inglesi”, in interni o più spesso immersi nella natura dell’Hampshire, in Inghilterra, poca luce, molto fango.
Una volta tornato in Italia grazie a Munari riuscì, nel 1982, a pubblicare la prima edizione per Fotoselex nel 1982 .
Il libro viene pubblicato nuovamente nel 2000, grazie all’intercessione di Massimiliano Tappari, da Corraini, che sceglie di mantenere viva l’essenza della prima versione proponendo una edizione con solo alcuni cambi come, ad esempio: la copertina e il formato.
La traduzione dei testi in francese è a cura di Annie Pissard Mirabel, in inglese è a cura di Isabel Butter Caleffi.
Leggi l’editoriale a cura di naida.maranzana . PASSO
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