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Siamo a pochi passi dalla meta!
Dai ancora qualche passo e ci siamo! Corri...sta muovendo i primi passi! Dai, usciamo, facciamo quattro passi! Il passo, un concetto così facile, un piede dietro l’altro, una linea retta, un cammino da seguire. Quattro passi all’aria aperta, per respirare, ossigenarsi, calmare i pensieri, girovagare al parco o esplorare una nuova città. è così piacevolmente rilassante passeggiare in mezzo al verde o in città, da soli o in compagnia, con lo sguardo perso tra i tetti dei palazzi, ad ammirare i vicoli, il cielo, i volti delle persone o l’azzurro del mare. I bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze adorano passeggiare, i primi alla scoperta del mondo, i secondi chiacchierando tra di loro, raccontandosi segreti, desideri, paure; consumano l’asfalto in un andirivieni di confessioni segrete precluse all’orecchio adulto...e per fortuna, direi! Ognuno ha diritto al proprio passo e al proprio segreto sussurrato solo all’orecchio di chi può accoglierlo, custodirlo, proteggerlo. Quanta gioia nel correre a perdifiato al parco, in un campo fiorito, lungo il bordo di un fiume, nel cortile della scuola o tra i sentieri di campagna. I piedi si alternano sfiorando la terra in modo lieve, sospinti dal desiderio di raggiungere mete reali o immaginifiche. Ma siamo sicuri che sia tutto così semplice? Lineare? Una linea retta da seguire con cieca fiducia e ottimismo? è sempre tutto così facile? Ci sono passi ardui, difficili da compiere, impervi, faticosi, sospesi. Passi incompiuti perché non siamo disposti ad affrontarne le conseguenze, passi preclusi perché non possiamo agirli: emotivamente, razionalmente, anagraficamente. Passi che non riusciamo a compiere perché abbiamo paura, perché siamo chiusi dentro noi stessi, incapaci e insicuri su quale sia la scelta migliore da compiere o spaventati dalla vita e dal suo divenire al di fuori di quella soglia sicura. Ci sono passi che non vogliamo compiere perché fanno male. Passi incerti, bivi sconosciuti dove vorremmo sostare in attesa di un segnale rivelatore perché l’ignoto ci spaventa, ci atterrisce. E poi ci sono passi che ci vengono impediti socialmente a causa della nostra età, del nostro status, della nostra appartenenza di genere, della nostra provenienza, del nostro reddito. Il passo è bambino, è adolescente, è intimamente legato alla sua natura e al suo divenire, la letteratura per ragazzi ce lo racconta nelle sue complesse sfaccettature e noi questo mese cercheremo di esplorarlo insieme a voi muovendo i nostri passi in direzioni diverse. di Naida Maranzana per ALTRƎTRAME Leggi il nostro ultimo articolo Libri a tema e libri medicina: come (non) curare l’infanzia e l’adolescenza a cura di Barbara Tirelli |
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