| Pierre Zenzius, L’ascension de Saussure, Éditions du Rouergue, 2017 |
Le profondità del mare e la cima di una montagna hanno molte cose in comune. Prima di tutto, le emozioni che scatenano nell’essere umano. Il senso di meraviglia di fronte all’immensità della natura, la paura per l’ignoto, quel leggero brivido di onnipotenza nel constatare di essere arrivati così in alto, o così in basso.
Più di tutto, però, mi stupisce la posta in gioco di queste due dimensioni del limite. Non tanto la fatica, il pericolo, il rischio che si è pronti a correre. Si tratta di qualcosa che appare ancora più effimero. Raggiungendo le vette più estreme o i fondali marini più remoti, l’essere umano scommette su una delle sue funzioni vitali primarie: la respirazione. Finché non proviamo la sensazione opposta (la mancanza di aria e un senso di oppressione che ci fa sentire vulnerabili) non ci rendiamo conto di respirare. Mentre scaliamo una montagna, invece, un’azione di cui normalmente nemmeno ci accorgiamo, diventa difficile da compiere e, all’improvviso, tangibile. Sembra proprio che la sete di conoscenza, spinga noi mortali ben oltre i limiti di ciò che ci rassicura. Come gli uccelli di mare di Eugenio Montale, non possiamo sostare a lungo:
E così ci mettiamo in viaggio, verso un “più in là” che non è mortifero canto di sirena, ma speranza, promessa di una nuova scoperta a cui scegliamo di credere. Nell’albo illustrato L’ascension de Saussure di Pierre Zenzius, edito in Italia da Rizzoli con il titolo La montagna più alta, viene raccontata l’impresa della prima ascensione del Monte Bianco. Fatta eccezione per qualche piccola frase, la narrazione prosegue con grandi tavole dai piccolissimi dettagli, tutti da scoprire. I 19 personaggi, protagonisti di questa incredibile avventura, si nascondono allo sguardo del lettore, che può divertirsi a scovarli tra i cumuli di neve. 19 microscopiche figure, una lunghissima fila di formichine al cospetto delle montagne maestose e gigantesche sullo sfondo. Fino alla vetta. Ci arriveranno mai? Un bel respiro, e poi seguili. a cura di Francesca Aldrighi per ALTRƎTRAME Se non lo hai ancora fatto, leggi l’editoriale Respiro di Naida Maranzana e l’ultimo articolo di Jessica Paolillo. |
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