| Inês Viegas Oliveira, Duello, Edizioni Clichy, 2023 |
Ci sono passi che avvicinano.
Ci sono passi che portano lontano.
E poi ci sono passi che guariscono, e mettono pace.
Se chiudo gli occhi, e penso alla fine di un conflitto, vedo due persone che si vengono incontro. Due strade che si incrociano. Due rette, che prima procedevano in parallelo salde nelle proprie convinzioni, riescono finalmente ad avvicinarsi. Si intersecano, iniziano a conoscersi, perfino ad apprezzarsi nonostante le differenze.
La pace me la sono sempre immaginata così. Ma, come sempre, le sfumature della realtà sono infinitamente più ricche di quanto pensiamo.
Così, ho scoperto che a volte, per ritrovarsi, è necessario allontanarsi. Frapporre una distanza tra noi e chi credevamo essere il nostro nemico, per osservarlo meglio e per guardare con un po’ più di calma cosa si nasconde sotto la superficie delle ragioni incrollabili. Potremmo accorgerci che si tratta di un terreno molto più morbido del previsto e che basta innaffiarlo un po’ per poterci piantare una nuova visione della realtà. Non si tratta di fuggire, ma di riprendersi lo spazio che l’odio aveva consumato. E poi di aspettare.
Senza tante parole, o meglio, usando solo quelle che servono, Inês Viegas Oliveira offre ai suoi lettori un’interpretazione lucida e precisa di come si scatena e, soprattutto, di come si può annullare un conflitto. Nella sua opera d’esordio Duello (pubblicata in Italia nel 2023 da Edizioni Clichy) l’autrice e illustratrice portoghese propone due interessantissimi binari narrativi. Come scopriamo osservando i risguardi, ci troviamo all’interno di una lettera. La prima pagina ci rivela il destinatario: lo spettabilissimo signor Rodin Rostov. Le parole raccontano di decisioni prese lungo il cammino, di consapevolezze acquisite a poco a poco. Intanto, le immagini mostrano i passi lenti e cadenzati del protagonista, tutti i luoghi che ha attraversato fino ad arrivare a un’oasi verde, dove soffia un vento leggero.
Ma andiamo per ordine.Inês Viegas Oliveira, Duello, Edizioni Clichy, 2023
All’inizio dell’albo, ci troviamo di fronte a un’entità difficile da distinguere, che si staglia su pagine completamente bianche. Due profili speculari si danno le spalle, imbracciano un’arma e sembrano intenzionati a usarla. Il dolore che li muove è assoluto e si è radicato in luoghi così profondi che non si trovano in nessun libro di anatomia. I duellanti iniziano a camminare, in attesa di voltarsi e sferrare il colpo decisivo. Si muovono verso il bordo della pagina, in direzione opposta. Uno dei due si gira, pronto a colpire, ma il suo avversario è sparito. Ha continuato a camminare, sempre più vicino al limite della pagina e oltre. Lo spazio bianco delle pagine comincia a riempirsi di colore e di tutto ciò che l’odio aveva azzerato. Passo dopo passo, la pistola sparisce e la figura nera acquista contorni riconoscibili. La strada della pace diventa scelta identitaria (anche se, il nome di questo personaggio resta ignoto al lettore).
Non sapremo mai se il signor Rodin Rostov riceverà la lettera del suo ex nemico, al numero 17 del luogo molto lontano e molto freddo a cui è indirizzata. Possiamo solo sperare che decida a sua volta di mettersi in cammino. E noi insieme a lui.
a cura di Francesca Aldrighi per ALTRƎTRAME.
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… e continua a seguire i nostri passi!
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