| M. Wise Brown, L. Weisgard, La cosa più importante, Orecchio Acerbo (2018) |
C’è una domanda sottile, che prima o poi si insinua nella mente di ogni adolescente.
Un giorno ti guardi allo specchio e ti chiedi:
Che cosa definisce davvero chi sono?
Ti rispondi che, senza ombra di dubbio, sono i capelli. E allora li tagli, li tingi oppure li fai crescere finché non ne puoi più. Li arricci, li intrecci e li piastri. Ma no, di certo è il modo di vestire che risolve chi sei e, letteralmente, scioglie il nodo in cui la tua identità si è aggrovigliata. Provi con abiti trasandati, poi eleganti, eccessivi. Finisci così per mischiare tutto, e non capirci più nulla.
Niente sembra avere la forza sufficiente per dire al mondo: questo è ciò che sono.
Le certezze vacillano e cominci a fare i conti con frammenti di personalità che sembrano avere poco a che fare gli uni con gli altri. Sperimenti, torni indietro, rifai da capo. In questa spasmodica ricerca, non ti rendi conto di quanto la continua ricostruzione di senso sia il vero privilegio di quell’età (che, a qualche anno di distanza, ti ritroverai a rimpiangere).
Perché se è vero che nella vita non è mai troppo tardi per cambiare direzione, è solo durante l’adolescenza che la trasformazione si fa così intrinseca ed essenziale.
Qualche tempo fa, mi è capitato di rileggere La cosa più importante di Margaret Wise Brown e Leonard Weisgard, nell’edizione Orecchio Acerbo del 2018. Un’edizione recente e curatissima di un capolavoro del 1949, inserito nella collana degli Orecchini: il formato ridotto contribuisce a sprigionarne la potenza e spinge il lettore a indugiare sui dettagli nascosti nel frontespizio, nel colophon, sulla quarta di copertina. La costruzione editoriale precisa e per nulla casuale racchiude al suo interno illustrazioni pittoriche altrettanto studiate, che hanno l’intento di mostrare il mondo così com’è.
Un albo certamente potente che, a mio modo di vedere, può entrare in connessione profonda con quella tensione che spinge gli adolescenti verso la radice delle cose. Quello stesso movimento, quel desiderio di spremere il mondo fino all’ultima goccia emerge con delicatezza pagina dopo pagina. La definizione di ogni elemento della realtà si apre e si chiude con la messa a fuoco della sua cosa più importante. Nel mezzo, un elenco di precisazioni mai banali, che danno valore alle infinite sfaccettature di un oggetto, un paesaggio, una proprietà della natura.
Alla fine, però, la-cosa- più- importante-di-quella-cosa torna a conquistarsi il proprio spazio esistenziale.
M. Wise Brown, L. Weisgard, La cosa più importante
Questo ritmo cadenzato, questo modo di guardare il mondo schiettamente e senza mezzi termini mi hanno fatto pensare alla ricerca ondivaga, spesso confusa e apparentemente superficiale, che caratterizza l’adolescenza (e da cui questa riflessione è partita). Penso a quanto possa essere stimolante leggere questo albo a degli adolescenti e chiedere loro quale sia la cosa più importante di ciò che li circonda. E invitarli, infine, a domandarsi quale sia la cosa più importante di ciascuno di loro. Quanta cura ci vuole per ascoltare senza giudizio la disamina errante che ne consegue, non solo della realtà a cui appartengono, ma soprattutto della loro personalità. Quanta accortezza è necessaria per accogliere paure, dubbi, confessioni. Ma che sollievo, alla fine, lasciarsi guidare e tornare insieme a loro al punto di partenza, a quella rassicurazione di cui tutti, in fondo, abbiamo bisogno.
La cosa più importante di te è che tu sei tu. Perché, forse, quando ti senti smarrito, in cuor tuo desideri solo che qualcuno ti dica qual è la cosa a cui proprio non devi perdere di vista e a cui ti puoi aggrappare quando intorno tutto vacilla. |
Questo ritmo cadenzato, questo modo di guardare il mondo schiettamente e senza mezzi termini mi hanno fatto pensare alla ricerca ondivaga, spesso confusa e apparentemente superficiale, che caratterizza l’adolescenza (e da cui questa riflessione è partita). Penso a quanto possa essere stimolante leggere questo albo a degli adolescenti e chiedere loro quale sia la cosa più importante di ciò che li circonda. E invitarli, infine, a domandarsi quale sia la cosa più importante di ciascuno di loro. Quanta cura ci vuole per ascoltare senza giudizio la disamina errante che ne consegue, non solo della realtà a cui appartengono, ma soprattutto della loro personalità. Quanta accortezza è necessaria per accogliere paure, dubbi, confessioni. Ma che sollievo, alla fine, lasciarsi guidare e tornare insieme a loro al punto di partenza, a quella rassicurazione di cui tutti, in fondo, abbiamo bisogno.
La cosa più importante di te è che tu sei tu.
Perché, forse, quando ti senti smarrito, in cuor tuo desideri solo che qualcuno ti dica qual è la cosa a cui proprio non devi perdere di vista e a cui ti puoi aggrappare quando intorno tutto vacilla.
a cura di Francesca Aldrighi per ALTRƎTRAME.M. Wise Brown, L. Weisgard, La cosa più importante
Per riprendere il filo della nostra ricerca sull’ADOLESCENZA vai a leggere:
Fuori dai margini. Quando infanzia e adolescenza escono dalla piega centrale
a cura di Barbara Tirelli
E poi non ti fermare!
Percorri a ritroso la strada e ricostruisci le riflessioni delle ALTRƎTRAME su questa tematica.
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