giovedì 6 agosto 2026

Se ci fosse ancora mondo - Pensieri persi e sparsi sull'approdo omerico

Lucio Dalla, Itaca, canzone contenuta nell'album Storie di casa mia (1971)
Lucio Dalla, Itaca, canzone contenuta nell'album Storie di casa mia (1971)


Complice probabilmente il tanto chiacchierare intorno a The Odyssey di Christopher Nolan (che, confesso per dovere di cronaca, non ho ancora visto) negli ultimi giorni mi sono trovata a ripescare nella memoria un ricordo molto preciso. Quello della me adolescente che leggeva per la prima volta la poesia Itaca di Konstantinos Kavafis e sentiva una comunione di sentimenti così intensa da dichiararla, senza indugio, la propria “poesia preferita". Oggi non azzarderei mai un'affermazione tanto lapidaria, soprattutto trattandosi di poesia, ma si sa che gli adolescenti non hanno mezze misure.


Konstantinos Kavafis, Itaca, in Poesie scelte, Crocetti Editore, 2020
Konstantinos Kavafis, Itaca, in Poesie scelte, Crocetti Editore, 2020

Ci sono tante Itaca, così come ci sono tanti Ulisse, letti e riletti dalla letteratura con mille sfaccettature diverse. A conferma che l'Odisseo omerico era davvero πολύτροπος. Kavafis parla di un'Itaca che aspetta, che accoglie dopo un lungo viaggio. Di un approdo che è un ritorno, senza il quale non saresti mai partito e che ti ha donato un viaggio lungo e pieno, senza chiedere niente in cambio. Un approdo che trovi diverso da come lo avevi lasciato, ma non perché sia quel luogo a essere cambiato. Sei tu, che ti sei trasformato. E, con occhi nuovi, scopri che la casa che ti è tanto cara, non può essere più la stessa.

Itaca, nel suo essere eternamente approdo e partenza, riassume due pulsioni umane viscerali: il desiderio di andare lontano misto a quello, altrettanto forte, di appartenere a qualcosa.

Credo che l'adolescenza, in molti casi, si possa tradurre proprio in questa oscillazione tra allontanarsi e sentirsi parte. Tra tentare disperatamente di riconoscersi nel luogo in cui si è nati e volerne trovare uno proprio, altro, remoto e ancora da scoprire.

In una fase della vita in cui brami capire chi sei e allo stesso tempo conoscere ciò che esiste al di fuori di te, Itaca ti spinge al viaggio. A un viaggio esistenziale che, comunque vada, porterà a una trasformazione.

Itaca per Ulisse non è solo un punto di arrivo. È di nuovo partenza, in molte versioni del mito. Perché, una volta tornato a casa, il multiforme Odisseo si rimette in viaggio. Dante lo immagina audace e sfrontato, nel suo tentativo di varcare le Colonne d'Ercole. A me piace piuttosto immaginarlo come l'umile marinaio di Lucio Dalla, che torna lieto alla sua Itaca per poi chiedersi:

Se ci fosse ancora mondo,

Sono pronto, dove andiamo?

Perché il mondo, adolescenti o no, è troppo bello per lasciarselo scappare. E lo è ancora di più quando hai una casa a cui tornare.

a cura di Francesca Aldrighi per ALTRƎTRAME


Se in questo agosto sei anche tu diviso tra partenze e ritorni, segui la riflessione delle ALTRƎTRAME sul tema dell'Approdo.

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