Smarrirsi è un modo per ritrovarsi. Giungere a nuove consapevolezze, nuovi approdi, perché parte della nostra identità non è data una volta per tutte, ma si rimodella, si ricostruisce, si modifica in relazione alla vita. Smarrirsi perché le condizioni esterne ci impongono un cambiamento: ostacoli, aspettative tradite o svuotate di significato, scelte che non vorremmo compiere o che ci ritroviamo a subire. Oppure smarrirsi perché sentiamo di aver bisogno di un cambiamento, sentiamo che una parte di noi spinge, ci chiama ad essere diversi, ad una ridefinizione rispetto a ciò che siamo. Lì in una sorta di terra di mezzo tra ciò che eravamo e ciò che ancora non siamo, tra ciò che sentiamo appartenerci e ciò che non riusciamo a intravedere o a immaginare. Smarrirsi può essere una piacevole scoperta, un gioco, una sperimentazione, oppure può essere doloroso, difficile da accettare, eppure inevitabile. Fa parte del viaggio della vita di ognuno di noi, delle diverse età che attraversiamo, delle diverse consapevolezze alle quali approdiamo.
Ci sono età come l’adolescenza dove perdersi è necessario per sentirsi se stessi. Allontanarsi da ciò che era conosciuto per esplorare, correre dei rischi, scoprire mondi nuovi. Per immergermi in questo mare ho scelto tre testi che parlano di adolescenza, sentimenti, desideri, paure, cambiamenti, necessità di aprirsi a se stessi e agli altri.
La formica rossa Émilie Chazerand, traduzione di Silvia Turato, edito da La Nuova Frontiera. Vania Strudel, è questo il nome della protagonista, è divertente, autoironica, con una popolarità praticamente inesistente tra i suoi coetanei. Ha quindici anni e sta iniziando il liceo, un padre decisamente stravagante che fa il tassidermista, un difetto congenito all’occhio sinistro, un’ amica che ha un disturbo particolarmente strano e un migliore amico con il quale ha condiviso mille avventure e che è il suo punto di riferimento, fino a quando si innamora della sua peggiore nemica, colei che ha reso la sua vita un inferno. Vania è la voce narrante di questo romanzo, una voce narrante potente, ironica e tagliente alla quale è impossibile resistere, che ci impone di guardare la realtà attraverso i suoi occhi e di riderne e sorriderne. All’inizio del liceo tutto per Vania va esattamente come deve andare, ovvero malissimo, ma un evento imprevisto, una lettera da un mittente sconosciuto, la costringe a guardarsi con occhi diversi e nel procedere delle storia un castello di bugie che lei ha costruito comincia a cadere pezzo dopo pezzo per costringerla ad affrontare la realtà che la circonda con occhi diversi e lasciare il posto a nuove consapevolezze.
Tre romanzi che ci portano uno sguardo sull’adolescenza, sulla necessità di esplorare, affrontare se stessi, le proprie paure, cercare nuove strade e approdare a nuove consapevolezze. E tu sei in cammino per ritrovarti o sei temporaneamente approdato al tuo luogo sicuro?
di Naida Maranzana per ALTRƎTRAME
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