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| Crescendo di Antonio Ferrare e Veronica Pia, Sabir Editore 2025 |
Un minuto è fatto di sessanta secondi, un’ora di sessanta minuti e un giorno di ventiquattro ore. Fin qui, nessun dubbio. Poi però capita che una giornata trascorra talmente in fretta che ti sembra di non averla vissuta davvero. E provi una nostalgia fortissima per qualcosa che senti essere sfuggito via per sempre.
Se ci guardiamo indietro, gli anni della scuola sono una serie infinita di ore e giorni. Estati che non finivano mai, lezioni altrettanto interminabili e intervalli in corridoio troppo brevi per esaurire quei segreti meritevoli di essere confidati. A un certo punto, tutto inizia a scivolare via, sempre più veloce. Perché, se il tempo si muove sempre allo stesso modo, la nostra percezione cambia così tanto? Perché un tempo rimane immobile e un altro non smette di correre? Il filosofo francese Henri Bergson parlerebbe della differenza tra il tempo scientifico (astratto e divisibile in parti perfettamente uguali) e il tempo della coscienza, che definisce durata, e che può essere rappresentato da un gomitolo di lana. Il tempo che viviamo si accumula su se stesso e non fa che crescere, proprio come un gomitolo che si arrotola e ingloba nuovo filo, senza perdere ciò che è già stato avvolto. Più andiamo avanti, più i ricordi e le esperienze passate aumentano di volume e condizionano il nostro presente. A cambiare, siamo noi. Con il nostro corpo che cresce e occupa sempre più spazio. Se è vero che il tempo come durata trascorre senza lasciarsi indietro nulla e facendosi carico di tutti i ricordi, è anche vero che quella linea retta e rassicurante (che era il tempo bambino) anno dopo anno si fa più brusca e spezzata. Il cambiamento interviene con la sua forza dirompente. E scoppia come un temporale. |
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| Crescendo, di Antonio Ferrara e Veronica Pia, Sabir Editore 2025 |

Crescendo, di Antonio Ferrara e Veronica Pia, Sabir Editore 2025
L’albo si apre con un’infanzia che sa di miele, un tempo lento che si arricchisce di piccole scoperte quotidiane. Ma la crescita non è un passaggio indolore: pagina dopo pagina, i versi di Ferrara si fanno affilati e taglienti. Diventare grandi non è un semplice accumulo di centimetri, ma una metamorfosi che stravolge la percezione di noi stessi e degli altri.
Le illustrazioni di Veronica Pia amplificano questo senso di smarrimento e di frattura: i corpi cambiano, i frutti maturano e l’amore non corrisposto ti lascia privo di forza, preda di un fuoco che divampa dentro di te e che non riesci a domare. Ma è un disordine interiore che va accettato perché permette di fiorire, proprio come accade nell’ultima pagina dell’albo.
Quando la crescita si fa tempesta, è proprio lì che troviamo la nostra forma più vera.
E tu, in quale piega del tempo ti trovi?
a cura di Francesca Aldrighi per ALTRƎTRAME
La nostra riflessione sul tempo si conclude oggi. Riavvolgi il filo e vai a leggere i nostri ultimi articoli!
Hugo Cabret e Le macchine di Munari: come provare a ingannare il tempo tra orologi e ingranaggi di Barbara Tirelli



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