A seguito dell’esperienza in qualità di membri della giuria dei lettori e delle lettrici per il Premio Rodari 2025 di Omegna, abbiamo avuto la possibilità, grazie alla gentilezza e disponibilità di alcuni autori che abbiamo contattato, di porre loro alcune domande relazionate alle opere vincitrici, ma non solo.
Siamo davvero liete di proporti l’intervista che Michelangelo Rossato autore di “La Favola dei Tarocchi o Il meraviglioso viaggio di Chisono” edito da L’ippocampo ci ha gentilmente concesso. L’ha intervistato per noi Jessica Paolillo
.Jessica Paolillo: Ciao Michelangelo, benvenuto nel nostro Spazio Narrante, ti ringraziamo sin da subito per la tua disponibilità.
Michelangelo Rossato: Ciao Jessica e ciao a chi sta leggendo, grazie per l’invito!
JP: L’idea di questa intervista nasce grazie al nostro incontro in occasione del Festival letterario e il Premio Rodari di Omegna, la tua opera che ho avuto occasione di analizzare con le colleghe della giuria popolare, di cui alcune parte di ALTRƎTRAME, è La Favola dei Tarocchi o Il meraviglioso viaggio di Chisono, seppur, devo ammetterlo, sono ammiratrice delle tue opere già da tempo.
La Favola dei Tarocchi è un vero e proprio viaggio, un viaggio che credo sia stato intrapreso anche da te artisticamente. È evidente, infatti, leggendo l’albo, che il lavoro di ricerca e progettazione della storia sia a livello narrativo che illustrativo sia stato un vero e proprio cammino di indagine e studio. Quanto tempo ci è voluto per dar vita alla storia e che emozioni ti ha lascato questo pellegrinare tra storia, tradizione e arte?
MR: Realizzare “La Favola dei Tarocchi” è stato un viaggio lungo e intenso, durato diversi anni. Non è nato come un progetto editoriale immediato, ma come un percorso personale di ricerca attraverso la creazione di una nuova fiaba: ho studiato la storia dei Tarocchi, la loro simbologia, le radici culturali che li hanno generati, per poi tradurre il tutto in una storia per immagini. Ogni illustrazione è stata un pellegrinaggio tra epoche e linguaggi, e anche un luogo di scoperta: ho realizzato le illustrazioni con una tecnica manuale e in ordine cronologico, cosa che non sempre accade quando si illustra una storia. Per me era necessario compiere il viaggio insieme a Chisono, protagonista folle di questo racconto. È stato un lentissimo cammino di scoperta e trasformazione: la meraviglia dell’imprevisto, la gioia di trasformare simboli antichi in immagini nuove, il ritrovarsi cambiati alla fine di un lungo viaggio come disegnatore e come individuo. Ed ora il viaggio continua, insieme ai lettori e alle lettrici nelle tante presentazioni
© Michelangelo Rossato - Lavorazione de La Favola dei Tarocchi o Il meraviglioso viaggio di Chisono, L’ippocampo. Immagine gentilmente concessa dall’autore
JP: Sono molteplici i riferimenti artistici che, secondo me, rivivono attraverso le tue illustrazioni, per citarne alcuni: le sculture d’arte romanica con le loro simbologie, i ritratti bizantini fatti d’oro e dettagli minuziosi, ma anche l’arte rinascimentale e alcuni personaggi mi hanno portato nei mondi di Bosch, senza trascurare una grande indagine dei Tarocchi e della loro simbologia. Nell’incontro con la Grande Sacerdotessa il riferimento che mi è venuto in mente è la Pala di Brera di Piero della Francesca, in particolare in riferimento alla conchiglia del catino absidale dalla quale pende un uovo. Conchiglia e uovo che ritroviamo anche nella tua rappresentazione. L’Uovo e la conchiglia sono elementi e simboli che ricorrono spesso nel tuo racconto e che per tradizione hanno un valore simbolico di nascita, rinascita, vita. Quali sono i simboli, se ci sono, ai quali sei particolarmente legato all’interno del tuo racconto e perché?
MR: Questo libro immagina ed espande il meraviglioso universo degli Arcani Maggiori dei Tarocchi, che di per sé sono un caleidoscopico e antico scrigno di simboli. Nel racconto ve ne sono davvero un’infinità, alcuni ricercati e voluti, altri comparsi quasi per caso, abbandonandomi a una pittura più libera e inconscia. Molti inoltre sono gli omaggi alla storia dell’arte. Sono affezionato a molti piccoli dettagli del libro: l’uovo è per me il simbolo della nascita e della rinascita, ma anche della fragilità della vita. La conchiglia custodisce e protegge, può rivelare una bellezza nascosta dentro. Un’immagine a cui sono molto legato nel libro è nella pagina del Sole, dove ho disegnato un’importante promemoria: un essere umano multietnico, con la pelle per metà chiara e per metà scura. A voi l’interpretazione. Anche il finale, per me, è molto simbolico: un’avventura come questa conosce davvero la parola fine? L’equilibrio è una meta o solo un passaggio? Sono convinto che spetti al lettore, non a me, decidere il significato ultimo dei simboli racchiusi nelle pagine dell’albo.
© Michelangelo Rossato - La Favola dei Tarocchi o Il meraviglioso viaggio di Chisono, L’ippocampo. Immagine gentilmente concessa dall’autore
JP: La ricerca di Chisono è una ricerca nella quale chiunque può identificarsi. Una ricerca che ogni essere umano sperimenta sin dalla primissima infanzia e che parla quindi a molteplici fasce d’età a mio avviso. Quando hai ideato il soggetto della tua fiaba avevi in mente un pubblico specifico?
MR: Questo è un libro pensato per i bambini e le bambine. Ciò non significa che non possa essere apprezzato anche da ragazzi e da adulti. Un libro per bambini, d’altronde, non è un libro di serie B, un libro di importanza secondaria, più frivolo, meno profondo. I libri per bambini non dovrebbero essere “carini”, “teneri” o per forza rassicuranti. Dovrebbero essere bellissimi, affascinanti, persino perturbanti. Amo fare libri per tutti, libri che possano crescere insieme a chi legge, il cui significato può cambiare col passare del tempo. La ricerca di Chisono è universale: riguarda l’identità, il desiderio di capire chi siamo oggi, e questo è un tema che appartiene tanto ai bambini quanto agli adulti. I piccoli vi leggono una fiaba, un’avventura che lascia tante domande aperte; gli adulti vi leggono un percorso iniziatico, un invito a guardarsi dentro con occhi diversi. Credo sia un libro per chiunque sia disposto ad ascoltare.
© Michelangelo Rossato - Immagine gentilmente concessa dall’autore
JP: Una domanda d’obbligo: chi è Michelangelo Rossato?
MR: Michelangelo Rossato è un narratore. Sono un illustratore, ma anche un autore di testi. Con il mio lavoro amo intrecciare tradizione e contemporaneità, mi piace farmi guidare dalle storie e scoprire nuovi linguaggi con cui “vestirle”, forme e colori con cui raccontarle. Sono una persona curiosa, che si lascia guidare dalle domande più che dalle risposte. Detesto le abitudini: come disegnatore cerco di non essere sempre identico a me stesso e di scoprire cose nuove. Come tutti, sono anche tante altre cose: sono un zio di stupendi nipotini, un insegnante, un innamorato, un appassionato nuotatore, un lettore di tarocchi per gli amici. Sono un viaggiatore come Chisono. Spero di non trovare mai una risposta definitiva alla domanda “chi sono?”.
JP: Il libro è ulteriormente arricchito da un’appendice storica, ma anche da una serie di giochi che alimentano il dialogo con chi sta leggendo. In uno di essi in particolare siamo chiamati ad agire quasi fisicamente, a guardarci direttamente senza remore (anche qui il riferimento ai giochi di riflessi ad opere come quella dei Coniugi Arnolfini di Jan Van Eyck mi ha entusiasmato), mi ha molto emozionata e mi ha spinto a pormi delle domande. Hai avuto un riscontro da parte di bambini/e durante i tuoi laboratori o incontri in merito? O anche da adulti?
MR: Sì, e sono stati tra i momenti più preziosi. I bambini e le bambine hanno una capacità straordinaria di entrare nelle storie e di “leggere” le immagini. Hanno amato gli enigmi visivi nascosti tra le pagine, e hanno sempre risposte interessanti e per nulla banali riguardo ai tanti misteri della storia. I piccoli lettori pensano e dicono cose che gli adulti non oserebbero. Sono, il più delle volte, naturalmente inclusivi e profondi. Gli adulti mi raccontano di aver trovato nel libro un invito a fermarsi, a riflettere, a guardarsi dentro, di aver vissuto un commovente momento di scoperta: mi emoziona sapere che una fiaba illustrata abbia potuto regalare grandi emozioni anche a loro. In tanti adulti hanno scoperto i Tarocchi come strumento di introspezione, anche grazie al mazzo che ho illustrato, sempre edito L’ippocampo, che è una sorta di compendio all’albo. Mazzo di carte che io uso anche con i bambini, ma per giocare e inventare fiabe nuove. È bello vedere come gli stessi strumenti possano generare dialoghi diversi, ma ugualmente profondi.
JP: A conclusione: ad Omegna hai condiviso con gli assistenti alla premiazione un bellissimo messaggio che mi piacerebbe potessi condividere con chi leggerà la tua intervista.
MR: Ho voluto dedicare la menzione vinta a tutti e tutte coloro che, almeno una volta nella vita, si sono sentiti dire “Vattene via!” oppure “Non ti vogliamo. Non ci piaci così come sei”. A me è capitato, e a volte capita anche oggi. È quello che accade a Chisono all’inizio del libro. Ma nonostante questo, o forse anche in risposta a queste parole orribili di emarginazione, Chisono inizia il suo profondo e meraviglioso viaggio.
JP: Ti ringrazio moltissimo per la tua disponibilità e gentilezza. Spero vivamente che le strade di ALTRƎTRAME e la tua possano incrociarsi nuovamente aggiungendo tasselli nell’eterna ed entusiasmante ricerca di chi siamo.
MR: Grazie a voi, è stato un piacere fare questo piccolo viaggio insieme!
Intervista a cura di
Dove puoi trovare Michelangelo?
Sito web: QUI , Facebook: QUI e Instagram: QUI.
Se non lo hai ancora fatto leggi il nostro articolo : Sulle orme di Rodari nella letteratura per l’infanzia e adolescenza contemporanea. I vincitori e le vincitrici del Premio Rodari 2025 a cura di Naida Maranzana; Jessica Paolillo e Barbara Tirelli


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