Pensando alla parola fili la mente corre verso tessuti colorati che si intrecciano a formare trame complesse, incroci di forme e di colori. Delle mani che lavorano con aghi e ferri per trasformare una materia prima in un capo da indossare, magari caldo e confortevole che ci avvolga, ci abbracci, ci tenga stretti, protetti dal rigido inverno. Così sono anche i fili con i quali tessiamo le relazioni importanti della nostra vita, lente costruzioni che danno vita a quei legami così significativi che hanno la capacità di sostenerci nei momenti difficili, avvolgerci con un caldo abbraccio quando ne abbiamo bisogno, ripararci dalle intemperie della vita. E’ così che creiamo anche nuove relazioni, “facciamo il filo” ad una persona che vorremmo entrasse nella nostra vita per diventare parte di essa. Può capitare che i fili si intreccino nel modo giusto, oppure si annodino, si ingarbuglino, non trovino la giusta armonia di forma e di colore. Non tutte le tessiture sono destinate a creare un capo che si adatti perfettamente alle nostre misure, alle nostre caratteristiche, che ci doni nel modo giusto e che ci valorizzi; alcune stanno meglio indossate da altri!
Talvolta però i fili delle nostre creazioni si sfilacciano, ciò che sembrava perfetto in qualche modo non regge al trascorrere del tempo, e allora quella tessitura che abbiamo costruito, con pazienza e dedizione, non regge, non ci ripara, ci lascia scoperti e infreddoliti. In alcuni casi ci sono momenti, situazioni, tempi che permettono di intrecciare nuovamente ciò che si era interrotto, di ritrovare il bandolo della matassa, di ricominciare a costruire la trama e l’ordito, in altre situazioni il tempo ha fatto il suo corso e i fili si spezzano definitivamente.
Certe volte le persone o le situazioni della vita ci danno del “filo da torcere”, ci ostacolano, ci creano delle difficoltà, ci mettono a dura prova, sono quei fili di tessuti o materiali diversi che per quanto provino ad incrociarsi non ci riescono o non vogliono. Tutti abbiamo dato del filo da torcere a qualcuno, in modo più o meno consapevole e tutti l’hanno fatto con noi, in modo deliberato o meno.
Il filo può essere anche quello di una lama di un coltello che se non viene maneggiato con cura ci ferisce in modo superficiale o profondo, una cicatrice che rimane temporaneamente o perennemente visibile sulla nostra pelle o nella nostra anima.
Le persone tessono continuamente relazioni, ma anche idee, progetti, programmi. A volte li tessono insieme agli altri. A volte siamo noi che lavoriamo incessantemente nella nostra mente per coltivare idee, far fiorire progetti, creare nuove possibilità attraverso le quali poterci esprime e dare spazio alle molteplici dimensioni della nostra personalità, ai nostri desideri, alle nostre aspirazioni, sconfiggere le paure, trovare soluzioni a situazioni complesse.
La nostra vita è una trama, una tela di Penelope che si tesse, si disfa, si annoda, si ricostruisce continuamente dentro e fuori di noi.
Settembre è un mese perfetto per la tessitura, dopo l’estate ecco che giunge il momento di riannodare alcuni fili, continuare a tessere alcuni legami, reciderne altri, lavorare a nuovi progetti, intrecciare nuove idee. Parleremo proprio di fili questo mese, dando spazio ai nostri personali sguardi, alle nostre angolazioni, senza pretendere di essere esaustive, solo esplorando la bellezza e la profondità della letteratura per l’infanzia e l’adolescenza.
di Naida Maranzana per ALTRƎTRAME
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