giovedì 30 luglio 2026

Col fiato sospeso - Come non avere più paura delle streghe

 

Illustrazione tratta da Le streghe di Roald Dahl, illustrazioni di Quentin Blake, traduzione di Francesca Lazzarato e Lorenza Manzi, Salani editore (1993).
Illustrazione tratta da Le streghe di Roald Dahl, illustrazioni di Quentin Blake, traduzione di Francesca Lazzarato e Lorenza Manzi, Salani editore (1993).


Cosa faremmo se ci trovassimo davanti a una vera strega? Un incontro ravvicinato che ci farebbe rimanere col fiato sospeso, anche se non siamo più bambini. Dopo un primo momento di smarrimento, riusciremmo a trovare il coraggio di fare qualcosa? Urlare, fuggire, chiamare aiuto? Conoscere bene le caratteristiche che rendono riconoscibile una strega può essere d’aiuto, ma questo non preclude il fatto che lei possa comunque riuscire a trovarci. Così come succede al bambino protagonista de Le streghe di Roald Dahl (Salani):

“Per prima cosa la strega sceglie con cura la sua vittima. Poi la segue silenziosamente, come un cacciatore che fa la posta a un uccellino, nel folto di un bosco. Cammina a passi felpati, piano, senza rumore. Si avvicina a poco a poco, sempre di più…ecco, ora è pronta…e zum! piomba sulla preda! Volano scintille, crepitano le fiamme, l’olio bollente borbotta, la pelle si raggrinza…e il bambino non c’è più.”

Le streghe di Roald Dahl, illustrazioni di Quentin Blake, traduzione di Francesca Lazzarato e Lorenza Manzi, Salani, 1993 (pp. 8-9).

Sarebbe bello se fossero solo loro a provare un odio feroce verso i bambini, ma la fiaba di Hänsel e Gretel ci insegna che anche chi più ci vuole bene, a volte, non lo fa come dovrebbe. E che potrebbe esserci sempre una strega in agguato pronta ad approfittarne. I due fratellini si trovano nel mezzo: da una parte una famiglia che sceglie di sacrificarli, dall’altra una strega che non vede l’ora di mangiarli. E non è un caso che la storia sia stata riscritta dal maestro dell’horror: cosa può fare più paura di due genitori che ti abbandonano nel bosco?

Ma chi li vuole due genitori così? Continuiamo a camminare nella foresta, e vedrai che ne usciremo!

Illustrazione tratta da Hänsel e Gretel raccontato da Stephen King, illustrato da Maurice Sendak, traduzione di Irene Bulla, Adelphi (2025).
Illustrazione tratta da Hänsel e Gretel raccontato da Stephen King, illustrato da Maurice Sendak, traduzione di Irene Bulla, Adelphi (2025).

Ma attenzione, pare che le streghe di oggi siano persone comuni, che si confondono facilmente tra la gente (o tra il fogliame). E l’incontro con loro diventa più subdolo, quasi ci si finisce dentro.

È quello che accade in Coraline di Neil Gaiman (Oscar Mondadori), dove un mondo distratto lascia che la ragazzina entri in un’altra dimensione, attirata dalle promesse di una vita che finalmente la considera. Tutto sembra uguale, ma tutto in realtà è diverso, e spaventoso. Guardando all’altra madre di Coraline viene da pensare che non sempre nuovi genitori siano migliori, e che a volte convenga tenersi quelli vecchi.

- Ogni pasto sarà una gioia - sussurrò la voce da sotto il cappello del vecchio. - Nulla che non sia una vera delizia sfiorerà mai le tue labbra.

- E potrò avere guanti verde brillante, e stivali di gomma gialli a forma di rana? - domandò Coraline.

- Rana, anatra, rinoceronte, piovra - qualunque cosa tu desideri. Ogni mattina un mondo nuovo verrà creato apposta per te. Se resterai qui, potrai avere tutto ciò che desideri.

Coraline sospirò. - Tu proprio non capisci, vero? - disse. - Io non voglio tutto ciò che desidero. Nessuno lo vuole. Non veramente. Che divertimento sarebbe, se potessi avere tutto ciò che desidero, senza problemi? Non avrebbe nessun valore.

E poi che succederebbe?

- Non capisco - disse la voce bisbigliante.

- Certo che non capisci […]

Coraline, di Neil Gaiman, illustrazioni di Dave Mckean, traduzione di Maurizio Bartocci, Oscar Mondadori, 2002, (p. 137).

Meglio occhi veri al posto dei bottoni, per poter vedere da vicino quello che abbiamo davanti: una realtà più bella della fantasia, nonostante tutto.

Illustrazione tratta da Coraline di Neil Gaiman, illustrazioni di Dave Mckean, traduzione di Maurizio Bartocci, Oscar Mondadori (2002).
Illustrazione tratta da Coraline di Neil Gaiman, illustrazioni di Dave Mckean, traduzione di Maurizio Bartocci, Oscar Mondadori (2002).


Spinti dal desiderio inconscio di avere altri genitori, diversi da quelli che abbiamo, non ci accorgiamo che quello che ci muove è la percezione (immaginata o fondata) che siano i nostri genitori a volere altri figli, diversi da quelli che siamo. Questo non fa che aumentare la spinta a cambiare le cose, perché la voglia di avere genitori migliori non supera mai quella di farsi voler bene da quelli che si ha già.

Per questo Coraline salva la sua famiglia, Hänsel e Gretel ritornano dal padre, così come anche la bambina protagonista di Lucilla di Annet Schapp (La Nuova Frontiera Junior). Consapevoli dell’amore che possono ricevere, hanno trovato la pace.

Ma non prima di aver lottato incessantemente contro la paura di essere rifiutati e abbandonati.

La serenità arriva solo dopo aver provato la frustrazione nel tentare di farsi ascoltare da padri che non ti vogliono per quello che sei o di incrociare lo sguardo di madri distratte che non ti vedono per quella che sei, ma dal cui giudizio, inevitabilmente, dipenderà la tua felicità. Ecco a cosa servono camere segrete, pareti di mattoni e corridoi bui. Sono posti in cui nascondersi, in cui nascondere se stessi. Per salvare qualcuno. Ed essere salvati. Solo quando si ha il coraggio di accettare che le cose stanno così come sono e che bisogna prendersi il bene per quello che è, allora si riesce a trovare anche il proprio posto nel mondo.

Come Lucilla e Pesce, che si tuffano (letteralmente!) nella loro nuova vita, quella che più gli sta bene addosso. O come il bambino protagonista de Le Streghe, che accetta serenamente il suo destino e riesce a trovare la sua missione proprio dopo essere stato trasformato in topo dalla strega Suprema:

“Senti un po’, Bruno” gli dissi. “Ormai noi due siamo topi e sarebbe meglio che cominciassimo a riflettere sul nostro futuro”.

Le streghe di Roald Dahl, illustrazioni di Quentin Blake, traduzione di Francesca Lazzarato e Lorenza Manzi, Salani, 1993 (p. 113).



Quando il nostro passato e il nostro presente sembrano starci stretti, è ora di organizzarsi. Dopo una vita passata a trattenere il respiro, è giunto il momento di diventare ciò che vorremmo essere noi, e non quello che gli altri si aspettano (anche se sono i nostri genitori). E nonostante non smetteremo mai di desiderare quell’amore che ci era stato promesso, di sicuro non avremo più paura delle streghe.

A cura di Barbara Tirelli per ALTRƎTRAME


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