Sulle orme di Rodari nella letteratura per l'infanzia e adolescenza contemporanea. I vincitori e le vincitrici del Premio Rodari 2025

 

La Giuria degli esperti, La Giuria popolare delle lettrici e alcuni autori vincitori
La Giuria degli esperti, La Giuria popolare delle lettrici e alcuni autori vincitori

Sabato 25 ottobre nella città natale di Gianni Rodari, sulle rive del lago d’Orta, si è svolta la cerimonia di premiazione del Premio Rodari 2025 presso l’Auditorium del Forum di Omegna.
Quest’anno abbiamo avuto l’onore di partecipare come giuria dei lettori e delle lettrici, condividendo il nostro sguardo accanto a quello della giuria ufficiale, composta da Pino Boero (presidente), Marnie Campagnaro e Walter Fochesato. L’edizione 2025 ha confermato l’altissimo livello delle opere finaliste e premiate: testi capaci di parlare ai lettori e alle lettrici di ogni età con profondità, immaginazione e autenticità. Partecipare a questa esperienza è stato un modo per entrare ancora più da vicino nel dialogo tra libri, autori e lettori; un dialogo che continua a trasformarci, proprio come avrebbe voluto Rodari.

Dopo aver vissuto da vicino la cerimonia di premiazione, vogliamo raccontarvi i libri che hanno conquistato la giuria ufficiale e quella dei lettori e delle lettrici; storie capaci di accendere la meraviglia, la fantasia e il pensiero critico.


Categoria Albi illustrati

Quello che non vedo di Daniela Pareschi edito da Il Barbagianni editore è l’albo illustrato vincitore, scelto e premiato sia dalla giuria degli esperti che da quella popolare delle lettrici e dei lettori.

Un albo che sin dalla copertina evoca il mondo della fantasia legandosi alla figura di Rodari: un grande essere viola ci permette di guardare tutto dall’alto, l’attenzione ricade poi su questo lungo, lunghissimo filo viola che a me ha subito riportato alla mente “Harold e la matita viola” di Johnson Crockett ed è proprio una grande matita viola che viene sorretta dal nostro giovane protagonista: che saldamente si erge a guardare con attenzione ciò che lo circonda.

È sull’osservare, sull’attenzione al dettaglio, allo scomporre per ricomporre, guardare con uno sguardo altro o trovare ciò che non si poteva vedere, che gioca l’intero libro. Un invito alla lentezza che viene dichiarato sin da subito senza remore. Un’analisi stratificata, poetica che alimenta la narrativa, dove le illustrazioni divengono elemento principe e saldamente ancorato al testo, che amplifica il racconto e ci invita ad osservare, guardare, imparare a leggere il nostro quotidiano. Un albo ricco di codici linguistici nel quale il disegno grafico, quasi architettonico, seziona e crea vere e proprie scenografie che simbolicamente vanno oltre i limiti delle pagine: scompone oggetti, realtà, luoghi, il tempo, una zuppa, la prospettiva. L’albo ci mostra che anche le linee possono essere dei limiti, ma dei limiti che possono essere superati, riletti, guardati a testa in giù senza paura di non capirci nulla, ma con la consapevolezza di aver imparato ad osservare con nuovi occhi.

La menzione speciale per la sezione Albi illustrati è stata conferita dalla giuria degli esperti a Michelangelo Rossato autore di La Favola dei Tarocchi o Il meraviglioso viaggio di Chisono edito da L’Ippocampo.

Il viaggio di Chisono è un viaggio che si articola e si stratifica su più piani. Un viaggio culturale attraverso una ricerca approfondita fatta dall’autore, che attraverso illustrazioni ricche di dettagli condivide una ricerca artistica che fotografa un patrimonio che appartiene all’intera umanità, dai tarocchi alla storia dell’ arte, rendendo la narrazione motivo di indagine e lettura attenta.

Un’opera articolata che parla a lettori di diverse età e con diverso bagaglio culturale, narrando una storia che si fa specchio dell’essere umano e di quesiti ai quali talvolta molti non sanno dare risposta certa.

Il tratto e la ricerca coloristica di Michelangelo Rossato richiamano alla memoria le miniature medievali, la scultura romanica, l’oro bizantino, l’arte rinascimentale, ma anche l’opera di Bosch, il surrealismo e l’espressionismo in alcuni particolari. Un’opera che non ha tempo, dove testo e immagini si uniscono in una danza armonica, parola e segno grafico indissolubili si muovono amplificando la melodia dell’esistenza e della ricerca continua di noi stessi.

Due albi molto diversi tra loro per linguaggio artistico, scelta narrativa e ricerca, ma che hanno in comune uno sguardo attento e acuto sull’essere umano e ci invitano ad osservare ed osservarci senza fermarci alle apparenze e al pregiudizio, ma cogliere i dettagli e aprirci al dialogo.

Categoria Fiabe e Poesie

Il mondo va così, Alessandro Riccioni, Liuna Virardi, Rrose Sélavy e Poesie Notturne, Cristina Bellemo, Flavia Ruotolo ed edito da Topipittori
Il mondo va così, Alessandro Riccioni, Liuna Virardi, Rrose Sélavy e Poesie Notturne, Cristina Bellemo, Flavia Ruotolo ed edito da Topipittori

Il mondo va così di Alessandro Riccioni, illustrato da Liuna Virardi ed edito da Rrose Sélavy vince il premio Rodari per la categoria Fiabe, poesie e filastrocche assegnato dalla Giuria degli esperti. Un albo che ci racconta l’importanza di uno sguardo sfaccettato e che ci posiziona nelle diverse prospettive a seconda del nostro posto nel mondo. Ascoltiamo uno dopo l’altro il punto di vista di mamma e di papà, ma anche quello della zia, del fratello, della sorella e pure della nonna.
Ognuno dice la sua.
Ogni volta sembra arrivarci la consegna di una verità, che però forse non esiste.
Sta a noi, infatti, tirare le somme del mondo in cui viviamo, siamo noi a dover scegliere come vogliamo che vada il nostro mondo. E i bambini lo sanno fare molto bene. Raccolgono quello che gli adulti hanno da dire (gli adulti hanno sempre qualcosa da dire!) e poi mettono insieme i pezzi.
Il mondo è tondo, è una ruota che gira. È una giostra, che può andare anche molto veloce.
E quando parla coi suoi amici, nel riportare un quotidiano affollato di cose da fare, il bambino il suo mondo lo vuole un po’ più lento.
Le illustrazioni sono vorticose e vanno su e giù, come le montagne russe, proprio come gli alti e i bassi della vita. Perché il mondo va così, ma non è per tutti uguale, ed è un bene conoscere come lo vive l’altro, per poterlo condividere in armonia e non in maniera assoluta.

Lo stesso intento, riuscitissimo, di rappresentare il mondo visto dagli occhi dell’infanzia appartiene anche a Poesie Notturne di Cristina Bellemo illustrato da Flavia Ruotolo ed edito da Topipittori, che vince la menzione speciale nella categoria Fiabe, poesie e filastrocche assegnato dalla Giuria popolare delle lettrici e dei lettori.
Un libro bambino, piccolo nel formato e nel carattere, per tenerselo vicino, stretto nelle notti.
Si riscopre un mondo fatto non solo di sensazioni ma di cose concrete, le cose della notte.
Un albo che ha la capacità di riportare indietro noi adulti, di restituirci il sentimento di rigirarsi nel letto per aver passato una brutta giornata a causa di una bugia.
Ci domandiamo ancora cosa fanno di notte le cose della casa?
Qui il bambino si fonde con gli oggetti dell’infanzia e della notte, il cielo blu è costellato di cose quotidiane, è un residuo diurno che ci dà la spinta a fare il passo in più, a chiederci cosa fanno le sedie quando noi dormiamo e se siamo ancora un po’ più coraggiosi potremmo finire come Alice Cascherina che si perde nella sveglia o nella bottiglia.
La poesia e la filastrocca appartengono al bambino, è attraverso il linguaggio che noi adulti restiamo ammaliati e crediamo per davvero che sia un bambino a raccontarci il suo mondo. Forse perché il mondo della notte è quello che ci unisce, adulti e bambini, dove immaginiamo, abbiamo paura, ma siamo anche curiosi e affascinati da qualcosa che non conosciamo appieno.

Categoria Romanzi e Racconti

Bitels, Giulio Fabroni, Sinnos ; Oceano, Gionata Bernasconi, Einaudi Ragazzi e Le Degenerate, J. Albert Mann, Uovonero con la traduzione di Giuseppe Iacobaci
Bitels, Giulio Fabroni, Sinnos ; Oceano, Gionata Bernasconi, Einaudi Ragazzi e Le Degenerate, J. Albert Mann, Uovonero con la traduzione di Giuseppe Iacobaci

Nella categoria romanzi, il premio della giuria ufficiale è stato assegnato a Bitels di Giulio Fabroni, edito dalla casa editrice Sinnos . Il romanzo si apre sulla periferia romana degli anni Sessanta e ci porta dentro la vita di Pinò, un ragazzo adolescente che lavora “Dal figlio d’Italia” che si trova alla Montagna del Sapone: serve gli spaghetti, pulisce i tavoli, tiene pulito il locale. La sua vita cambia quando incontra la musica dei Bitels: quella canzone roccherrò che ascolta dal giobbòcs rivoluziona il suo mondo, accende in lui un desiderio che non sapeva di avere. Così, quando sente che i Bitels sono a Roma per un concerto, parte: senza biglietto, senza soldi in tasca e senza alcuna possibilità di riuscire a entrare nel gremitissimo teatro. Saranno la determinazione di Pinò, il suo coraggio e la volontà di non lasciarsi abbattere di fronte alle difficoltà a portarlo a vivere un’incredibile avventura. Un romanzo di formazione potentissimo, in cui il linguaggio utilizzato dall’autore, da un lato, ci fa sorridere e, dall’altro, ci commuove, restituendoci uno sguardo carico di umanità sulle adolescenze della periferia romana e sul potere generativo e trasformativo della musica.

La menzione della giuria ufficiale è stata assegnata a Oceano di Gionata Bernasconi, edito da Einaudi Ragazzi. Alice e Milo vengono svegliati nel cuore della notte da un’esplosione: non c’è tempo da perdere, la nave e le scialuppe di salvataggio stanno andando a fuoco. Il padre, esperto marinaio, aiuta i due ragazzi a salire a bordo di un canotto e li affida all’Oceano. I due fratelli devono cercare di sopravvivere: le provviste sono razionate, l’acqua misurata, il caldo del giorno opprimente, il freddo della sera pungente. Sotto di loro la vastità sconfinata dell’Oceano, sopra di loro solo il cielo e il sole cocente. Milo, la ciurma, si affida a sua sorella Alice; Alice, il Capitano, dovrà trovare in sé la forza di resistere, aggrappandosi alla vita e al suo istinto di sopravvivenza. Quanto potranno resistere? In pieno spirito rodariano, l’autore consegna al lettore un finale sospeso tra la vita e la morte: qualcuno li salverà o saranno l’Oceano e le sue leggi a reclamarli?

Il romanzo scelto e premiato dalla giuria popolare delle lettrici e dei lettori è Le Degenerate di J. Albert Mann, edito da Uovonero con la traduzione di Giuseppe Iacobaci . London, figlia di due immigrati italiani morti quando era molto piccola, trascorre la sua infanzia negli orfanotrofi. Proprio quando sembra aver trovato casa presso la vecchia signora Dumas, scopre di aspettare un figlio: denunciata dal padre del bambino, finisce in un istituto per deboli di mente. Qui incontra Alice, Maxine e la sorella Rose, rinchiuse come lei in quella comunità senza alcuna possibilità di libertà, perché per la società non sono che imbecilli, ritardate e mongoloidi. Sarà London, con il suo carattere testardo, difficile e ribelle, a coltivare in loro il desiderio di un futuro al di fuori dell’istituto. Un romanzo che, attraverso un’accurata ricerca storica, fa risuonare le voci delle ultime, restituendo dignità e forza alle ragazze dimenticate, alla loro ostinata volontà di vivere.

Concludendo questo viaggio tra i libri del Premio Rodari 2025, vi suggeriamo una tappa a Omegna: tra il lago, il Parco della Fantasia e le vie dedicate al suo illustre cittadino, è impossibile non respirare l’atmosfera rodariana che permea la città. In particolare vi consigliamo di visitare:

Museo Rodari- Una fantastica storia Museo Rodari – Home

Il Parco della Fantasia - Gianni Rodari

Forum Omegna -moca museo omegnese del casalingo Home - Forum Omegna

Ludoteca Ludoteca di Omegna

L’articolo è stato scritto da 

Naida Maranzana(Romanzi e racconti), Jessica Paolillo (Albi illustrati) e Barbara Tirelli (Fiabe e poesie).


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